La storia della seta italiana parte da molto lontano. Comincia secoli prima di Cristo, con le carovane che, lungo la mitica Via della Seta (proprio quella di Marco Polo), dal lontano Oriente portavano fino al Mediterraneo, passando per Samarcanda e Baghdad (erano circa 6500 km di sentieri e tratturi), spezie e sete preziosissime. Tessuti degni di re e notabili, al punto da essere utilizzati come pagamento di dazi e tributi. Usata e apprezzata da Egizi e Romani, si trattava sempre di seta cinese (o in un secondo tempo indiana) che in Occidente veniva solamente tinta, ricamata o tessuta.
Ma il segreto del prezioso filato rimase a lungo nelle mani dei cinesi. Così le prime “esportazioni” di uova e larve sono legate a leggende o storie avventurose: come racconti in cui la insolita “refurtiva” era nascosta nella cavità dei bastoni di monaci e viaggiatori. Cero i primi bozzoli arrivarono in India nel XVI secolo e in Spagna nel XIX secolo portati dagli arabi. Per trovare, invece, tentativi di sericultura i Italia bisogna arrivare al X secolo.
All’inizio i centri più attivi furono Lucca, Venezia, Firenze e Genova. Ma con i secoli prese il sopravvento il Comasco, rimasto fino alla seconda guerra mondiale un importantissimo centro non solo di tessitura ma anche di allevamento di bachi. E’ stata la trasformazione dell’economia italiana nel dopoguerra da agricola a industriale a fare decadere una tradizione che aveva alla base, in campagna, l’allevamento di bachi e la tessitura casalinga a opera delle donne come attività secondarie per aumentare le magre entrate familiari. Erano i tempi in cui i gelsi segnavano il paesaggio agricolo e un detto popolare recitava: “l’ombra del gelso è un’ombra d’oro”. Divenuta poco economica come produzione di quantità (anche per la concorrenza di fibre artificiali) l’industria serica comasca ha dunque puntato sulla qualità.
A distanza di infinito tempo dalla sua scoperta la seta continua a essere la regina dei filati a fianco, naturalmente, di “re” cashmere. Con questo ha, infatti, molto in comune: la preziosità, la finezza, il comfort e anche la provenienza. Infatti, come nel caso del cashmere, il filato più pregiato proviene dalla Cina, ma i tessuti più belli nascono in Italia. La Cina è il più grande produttore di grezzo, l’Italia è il maggiore esportatore di tessuti di seta, con Como capitale.